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Osteopatia e dolore all'anca

11 ottobre 2022 · Dr. Federico Piazza, Osteopata e Fisioterapista

Le anche sono le uniche articolazioni su cui l’intera colonna scarica il suo peso a terra. Hanno un’importanza vitale per il corretto funzionamento di tutto il corpo e devono assolvere a due compiti fondamentali: essere mobili ed essere forti.

La necessità di essere mobili deriva dal fatto che ci dobbiamo muovere in tutte le direzioni — cambi di direzione, rotazioni e il semplice camminare richiedono alle anche libertà di movimento. Dall’altra parte devono essere stabili e forti per assorbire le forze di carico.

Come le anche si integrano con il resto del corpo

I movimenti delle anche vanno in sinergia con quelli della zona lombare. Durante i movimenti di una delle due parti, l’altra risponde compiendo anch’essa un movimento. Ad esempio: quando flettiamo l’anca portando il ginocchio verso il petto, la lombare si flette; viceversa quando estendiamo l’anca come nella fase di spinta del cammino, la lombare si estende.

Questo significa che se le anche o la lombare non svolgono correttamente il loro movimento, una delle due dovrà compensare e sforzarsi di più. Il risultato è un sovraccarico funzionale con possibili lesioni e infiammazione nel tempo.

Le anche inoltre assorbono le forze provenienti dal basso: se una struttura inferiore — piedi, caviglie, ginocchia — non assorbe bene il carico, le anche dovranno sopperire a questa mancanza.

Il dolore all’anca confuso con il mal di schiena

Una delle situazioni che riscontro più spesso è il paziente che arriva con “mal di schiena” ma in realtà ha un problema all’anca — o viceversa. Le due strutture sono così intimamente connesse che il dolore può essere riferito in modo confuso.

Il classico esempio è la coxartrosi (artrosi dell’anca): molti pazienti la descrivono come dolore in sede lombare o glutea, non come dolore all’anca in sé. Solo quando si valuta la mobilità articolare dell’anca emerge la limitazione.

Al contrario, una disfunzione sacroiliaca può produrre dolore che il paziente localizza nella zona dell’anca, mentre la causa è nel bacino.

Questo è il motivo per cui nel mio approccio valuto sempre sia la colonna lombare che le anche insieme, come sistema: non posso trattare l’una senza considerare l’altra.

Le diagnosi più frequenti

Le patologie dell’anca che tratto più spesso sono:

Borsite trocanterica. Infiammazione della borsa sul lato esterno dell’anca. Tipicamente dolore puntuale sul grande trocantere (il rilievo osseo laterale), che peggiora salendo le scale o dormendo sul fianco colpito. Risponde bene all’approccio combinato osteopatico + esercizio.

Tendinopatie dei muscoli dell’anca. Il dolore nei tendini del piriforme, dell’ileopsoas o dei muscoli della borsa trocanterica. Spesso causata da un’alternanza eccessiva di sedentarietà e attività fisica intensa.

Sindrome del piriforme. Il muscolo piriforme può irritare il nervo sciatico nel suo percorso, producendo dolore che si irradia verso la gamba — spesso confuso con una sciatalgia di origine lombare.

Impingement femoro-acetabolare (FAI). Una morfologia anomala dell’articolazione coxofemorale che crea conflitto meccanico durante i movimenti di flessione e rotazione. Sempre più frequente nei giovani e negli sportivi.

La vita sedentaria e l’anca bloccata

Uno dei principali problemi che osservo nei pazienti moderni è la perdita di mobilità dell’anca in flessione e rotazione. Passare molte ore seduti accorcia il muscolo ileopsoas (il principale flessore dell’anca) e riduce la rotazione interna ed esterna.

Il risultato è un’anca che funziona bene in avanti e indietro — cammino — ma che ha perso le rotazioni. Questo limita ogni gesto che richiede movimento tridimensionale: sport, danza, chinarsi, raccogliere qualcosa da terra.

Un’anca con mobilità ridotta in rotazione porta la lombare a compensare, aumentando il rischio di lombalgie e di degenerazione discale nel tempo.

Come tratto il dolore all’anca

La mia valutazione analizza tutte le strutture che possono influenzare l’anca:

  • Colonna lombare e sacro: mobilità segmentale, stato delle articolazioni sacroiliache
  • Muscolatura dell’anca: ileopsoas, piriforme, muscoli della borsa trocanterica
  • Strutture distali: ginocchio, caviglia, piede — per capire se ci sono compensi che risalgono
  • Viscerale: intestino, vescica e utero sono adiacenti all’anca e possono creare tensioni riflesse

Il trattamento osteopatico ripristina la mobilità articolare, rilascia le tensioni muscolari e fasciali, e lavora sul ritmo lombo-pelvico — la sinergia di movimento tra lombare, bacino e anca.

Gli esercizi per l’anca: cosa faccio in studio

Il trattamento manuale da solo non basta. Per l’anca è fondamentale associare un rinforzo progressivo dei muscoli stabilizzatori: gluteo medio, gluteo massimo, rotatori profondi. Questi muscoli sono spesso indeboliti nei soggetti sedentari e sono la prima linea di difesa dell’articolazione.

Gli esercizi che prescrivo più frequentemente partono da posizioni non in carico (sdraiati) per progredire verso posizioni funzionali in piedi. La progressione è fondamentale: cominciare con esercizi troppo intensi può aggravare una borsite o una tendinite già presente.

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