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Osteopatia e artrosi

15 novembre 2024 · Dr. Federico Piazza, Osteopata e Fisioterapista

L’artrosi è una delle diagnosi che i pazienti ricevono più spesso — e che più spesso viene accompagnata da una frase scoraggiante: “Non si può fare niente, è degenerativa.” Ho sentito questa frase centinaia di volte. E quasi sempre è sbagliata.

L’artrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni, è vero. Ma “degenerativo” non significa “irreversibile” nel senso che molti intendono. Significa che ci sono cambiamenti strutturali permanenti nella cartilagine e nell’osso. Ma il dolore e la limitazione funzionale che ci associamo sono spesso molto più influenzabili di quanto si pensi.

Cos’è davvero l’artrosi

L’artrosi coinvolge la cartilagine articolare, il rivestimento che permette alle superfici ossee di scorrere l’una sull’altra senza attrito. Quando la cartilagine si assottiglia o si deteriora, le ossa tendono a sfregarsi, l’articolazione si infiamma, si irrigidisce, fa male.

Le articolazioni più colpite sono ginocchia, anche e colonna vertebrale. Ma l’artrosi non è solo un problema locale dell’articolazione colpita: quando un ginocchio perde mobilità, tutto il corpo cambia strategia di movimento per compensare. L’anca lavora diversamente, la schiena si adatta, l’altro ginocchio sovraccarica. Nel tempo, questa catena di compensi produce dolori in luoghi lontani dall’articolazione artrosica originale.

Perché il movimento è la migliore medicina

La cosa che trovo più controproducente nella gestione dell’artrosi è il consiglio di “riposare” o “evitare certi movimenti”. Le articolazioni hanno bisogno di movimento per funzionare: la cartilagine non ha vasi sanguigni propri, e riceve nutrimento attraverso la compressione e decompressione ciclica data dal movimento. Meno ci si muove, meno la cartilagine viene nutrita. È un circolo vizioso.

La ricerca clinica è chiara su questo punto: l’esercizio fisico adeguato è il trattamento più efficace per ridurre il dolore e migliorare la funzione nell’artrosi, più degli antinfiammatori e della chirurgia nei casi non gravi. Non qualsiasi esercizio — ma esercizio calibrato, progressivo, adattato alle strutture coinvolte.

Il ruolo dei muscoli nella progressione dell’artrosi

I muscoli che circondano l’articolazione artrosica tendono a irrigidirsi per proteggerla. È una risposta naturale del corpo, ma diventa controproducente: muscoli contratti aumentano la compressione sull’articolazione, accelerano il deterioramento e riducono ulteriormente la mobilità.

Il rinforzo muscolare progressivo è fondamentale non solo per ridurre il dolore, ma per rallentare la progressione della patologia. Un quadricipite forte, ad esempio, riduce significativamente il carico sul ginocchio durante la deambulazione. Non eliminare l’artrosi, ma ridurre l’impatto che ha sulla vita quotidiana — sì.

Come interviene l’osteopata

L’osteopatia non guarisce l’artrosi nel senso strutturale. Non ricostruisce la cartilagine. Ma agisce su tutto quello che ci sta intorno e che amplifica il problema.

Nella mia valutazione, analizzo non solo l’articolazione colpita ma l’intero schema di movimento del paziente: come cammina, dove si creano le tensioni eccessive, quali strutture limitano la funzione globale. Spesso trovo che il dolore principale non viene dall’articolazione artrosica, ma dai compensi che si sono creati intorno.

Il trattamento osteopatico si concentra su:

  • Miglioramento della mobilità delle articolazioni circostanti (per ridurre il compenso)
  • Rilascio delle tensioni muscolari e fasciali
  • Ottimizzazione della meccanica di movimento globale
  • Riduzione dell’infiammazione nei tessuti molli adiacenti

L’obiettivo non è “riparare” l’artrosi — è fare in modo che il corpo lavori in modo più efficiente nonostante la presenza dell’artrosi, riducendo il dolore e preservando la qualità di movimento.

L’integrazione con la fisioterapia

Il trattamento manuale osteopatico da solo non basta. Per l’artrosi, il programma di esercizio è la componente fondamentale. Integro sempre il trattamento manuale con:

  • Esercizi di rinforzo muscolare progressivo per i muscoli stabilizzatori dell’articolazione
  • Lavoro sulla propriocezione (la sensibilità dell’articolazione nella sua posizione nello spazio)
  • Esercizi di mobilità per preservare il range di movimento disponibile
  • Educazione al movimento: come svolgere le attività quotidiane in modo da non sovraccaricare l’articolazione

Cosa aspettarsi realisticamente

L’osteopatia e la fisioterapia possono portare a miglioramenti significativi nella qualità di vita dei pazienti artrosici: meno dolore, più mobilità, maggiore autonomia nelle attività quotidiane. Questo vale anche per artrosi avanzate.

Quello che non posso promettere — perché nessuno lo può fare onestamente — è la scomparsa delle alterazioni strutturali visibili alla radiografia. L’artrosi rimane. Ma il dolore che produce è molto più controllabile di quanto spesso viene detto.

Un paziente informato, con un buon programma di esercizio e trattamenti manuali periodici, può vivere con l’artrosi senza che questa determini la sua qualità di vita.

Quante sedute servono?

Non esiste un numero fisso. Dipende dall’articolazione coinvolta, dalla gravità della degenerazione e da quanto a lungo il problema è cronico. In generale, per un’artrosi di ginocchio o anca in fase di dolore acuto, un ciclo iniziale di 4-6 sedute è sufficiente per valutare la risposta e ottenere un miglioramento significativo. Dopo, si definisce un programma di mantenimento — spesso una seduta mensile o bimestrale — per preservare i risultati nel tempo.

La componente di esercizio non ha mai una “fine”: è un’abitudine da costruire e mantenere, come qualsiasi altra forma di prevenzione.

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