Le vertigini sono un disturbo debilitante che provoca una sensazione di instabilità e movimento anche quando siamo fermi. Nel mio studio le vedo spesso associate a problemi cervicali, ed è interessante osservare come molti pazienti abbiano ricevuto diagnosi diverse senza mai trovare una soluzione definitiva.
Il motivo è che l’equilibrio non è gestito da una struttura sola — è il risultato di una comunicazione continua tra tre sistemi: l’orecchio interno, la vista e il sistema muscolo-scheletrico. Quando uno di questi sistemi non funziona correttamente, il cervello riceve informazioni contrastanti e il risultato è la vertigine.
VPPB e vertigini cervicogeniche: due cause diverse
La distinzione più importante che faccio in fase di valutazione è tra due forme di vertigine che hanno cause e trattamenti completamente diversi.
VPPB — Vertigine Posizionale Parossistica Benigna. È la forma più frequente. È causata da piccoli cristalli di carbonato di calcio (otoliti) che si spostano dai loro canali all’interno dell’orecchio interno e finiscono nei canali semicircolari, dove non dovrebbero essere. Il cervello riceve segnali sbagliati sulla posizione della testa nello spazio.
La VPPB si caratterizza per crisi brevi (meno di un minuto), scatenate da movimenti precisi della testa: alzarsi dal letto, girarsi nel letto, guardare in alto. Tra una crisi e l’altra il paziente sta bene. Si tratta efficacemente con manovre di riposizionamento degli otoliti, come la manovra di Epley, che riporta i cristalli nella posizione corretta.
Vertigine cervicogenica. Nasce dalla colonna cervicale. I recettori propriocettivi dei muscoli del collo e delle articolazioni vertebrali contribuiscono costantemente al sistema di equilibrio. Quando la cervicale è rigida, disfunzionale o in stato di tensione cronica, questi segnali diventano distorti. Il cervello non riesce più a “fare i conti” correttamente tra quello che sente il collo e quello che vede e sente l’orecchio interno.
La vertigine cervicogenica è tipicamente meno intensa della VPPB, ma più persistente. Si accompagna spesso a tensione nucale, cefalea occipitale, dolore al collo. Risponde bene al trattamento osteopatico sulla cervicale.
Come si integrano con il resto del corpo
Nel mio lavoro clinico ho imparato che le vertigini raramente hanno un’unica causa. Molto spesso trovo una combinazione di fattori:
Rigidità cervicale alta. Le vertebre C0, C1, C2 — il tratto occipito-atlanto-assiale — sono in stretta relazione con il sistema vestibolare. Una disfunzione in questa zona altera i segnali propriocettivi che raggiungono il cervelletto, l’area del cervello che gestisce l’equilibrio.
Diaframma e respirazione. Una respirazione toracica superficiale mantiene in tensione i muscoli del collo, che a loro volta alterano i segnali cervicali al cervello. Ho visto pazienti con vertigini croniche migliorare significativamente lavorando solo sulla respirazione e sul diaframma.
Stress e sistema nervoso autonomo. Il sistema vestibolare è molto sensibile allo stato del sistema nervoso autonomo. In periodi di stress cronico, ansia o insonnia, le vertigini tendono a peggiorare. Questo non significa che siano “nella testa” — significa che il corpo è in uno stato di allerta che amplifica la percezione del disequilibrio.
Come valuto il paziente con vertigini
La valutazione di un paziente con vertigini è una delle più accurate che faccio. Prima di toccare qualsiasi struttura, devo capire che tipo di vertigine è.
Eseguo test posizionali (Dix-Hallpike, Roll test) per verificare se si tratta di VPPB. Valuto la mobilità cervicale segmento per segmento, cerco tensioni nei muscoli suboccipitali e scaleni. Osservo il pattern respiratorio. Chiedo della storia clinica: quando sono comparse le vertigini, se ci sono stati traumi cervicali in passato, se si associano a cefalea o nausea.
Questa analisi è fondamentale perché determina tutto il trattamento successivo.
Il trattamento osteopatico per le vertigini
Se la causa è VPPB, eseguo le manovre di riposizionamento (Epley, Semont o Brandt-Daroff in base al canale coinvolto). Nella maggior parte dei casi la risoluzione avviene in 1-3 sedute.
Se la causa è cervicogenica o mista, il trattamento si concentra su:
- Mobilizzazione delle vertebre cervicali alte, con particolare attenzione al tratto C0-C2
- Rilascio dei muscoli suboccipitali e degli scaleni
- Trattamento del diaframma e miglioramento del pattern respiratorio
- Eventuale lavoro sulla colonna dorsale alta
Il trattamento fisioterapico integra quello osteopatico con esercizi di riabilitazione vestibolare: movimenti oculari, esercizi di equilibrio, progressioni posturali. Questi esercizi “rieducano” il sistema vestibolare a rispondere correttamente ai segnali di movimento.
Quando le vertigini richiedono una valutazione medica urgente
Le vertigini benigne si trattano con ottimi risultati. Ma ci sono situazioni che richiedono prima una valutazione neurologica o otorinolaringoiatrica:
- Vertigine improvvisa e violenta con perdita di equilibrio senza causa apparente
- Vertigine associata a perdita dell’udito improvvisa o acufeni intensi
- Vertigine con difficoltà di parola, diplopia (visione doppia), difficoltà a deglutire
- Vertigine dopo un trauma cranico
- Vertigini che peggiorano progressivamente nelle settimane
In questi casi non si comincia con l’osteopatia — si comincia con una valutazione medica.
Quante sedute servono?
La VPPB risponde in 1-3 sedute nella maggior parte dei casi. La vertigine cervicogenica richiede generalmente 4-8 sedute, a seconda di quanto è cronica la disfunzione cervicale sottostante.
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